Jesi per Federico di Svevia

Il Festival Pergolesi Spontini dal 1° settembre

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La sedicesima edizione del Festival Pergolesi Spontini, dal 1° al 25 settembre a Jesi e nei teatri e luoghi d’arte della provincia di Ancona, sarà dedicata alla figura dell’imperatore Federico II di Svevia, nato a Jesi il 26 dicembre 1194, ed evocato nel titolo della manifestazione, “Vento di soave. Papi, Imperatori, armi e amori sotto l’Aquila sveva”, citazione dal terzo canto del Paradiso di Dante.

Una veste nuova per il festival, che darà prevalentemente spazio alla musica medievale o comunque a personaggi e suggestioni vicini a questa figura di sovrano illuminato e straordinariamente moderno. Quindici gli appuntamenti, tra opere, concerti e spettacoli, che saranno inaugurati dalla festa teatrale Il volo dell’Aquila. Di come Costanza Imperatrice diede al mondo il figlio Federico , con testi cantati di Virgilio, Dante, Jacopone da Todi e musica di Fabrizio Festa. Lo spettacolo è firmato dal regista italo-belga Franco Dragone e sarà rappresentato nella piazza di Jesi, luogo in cui secondo la tradizione Costanza d’Altavilla diede alla luce l’imperatore svevo, e dove tra qualche mese sarà inaugurato il museo “Federico II Stupor Mundi”.

Tra gli appuntamenti di rilievo il dramma sacro Li prodigi della divina grazia nella conversione e morte di San Guglielmo duca d’Aquitania di G.B. Pergolesi, edito dalla Fondazione Pergolesi Spontini con revisione critica di Livio Aragona, interpretato da Les Talents Lyriques diretti da Christophe Rousset, il 9 e l’11 settembre, che saranno protagonisti anche del concerto mariano "Mater Misericordiae” (10 settembre) nella Basilica di Loreto, con celebri pagine pergolesiane. Altra rarità Re Enzo di Ottorino Respighi, prima opera del compositore bolognese, che racconta in chiave comica la storia del sovrano tedesco, figlio naturale di Federico II, che nel 1249 fu fatto prigioniero a vita a Bologna dopo la battaglia della Fossalta. La nuova produzione della Fondazione è in collaborazione con il Conservatorio “B. Maderna” di Cesena e l’ Accademia d’Arte Lirica di Osimo. L’altro figlio illegittimo di Federico, Manfredi, insieme con un’ipotetica sorella di madre musulmana, è invece protagonista de La Saracena, libretto incompiuto e mai musicato che Wagner scrisse in gioventù e che sarà raccontato da un contastorie, un puparo e un negromante , per la regia di Giovanni Mazzara, il 2 settembre nel teatrino di Montecarotto.

Ancora una evocazione della figura di Federico nel concerto intitolato Salotto Agnese, l’11 settembre, dove saranno presentate in un ideale salotto ottocentesco, accompagnate al pianoforte, alcune pagine dal’Agnes von Hohenstaufen di Spontini, di cui uno dei protagonisti è appunto il padre, Enrico VI. Anche questo concerto è in collaborazione con l’Accademia di Arte Lirica di Osimo. Nel cartellone spiccano anche tre concerti a cura dell’Ensemble Micrologus, il primo (3 settembre) dedicato alla musica trobadorica e trovierica, il secondo (4 settembre) ai Carmina Burana, dei quali Dragone proporrà in un workshop anche la versione novecentesca, e l’ultimo (24 settembre) dedicato alle laudi francescane. Chiude il festival, a Jesi, chiesa di San Marco, la Liturgia solenne per la Cappella Reale di Sicilia, con la messa Normanno Sveva del XII secolo conservata a Madrid, Biblioteca Nazionale, mss 288, 289, 19421, interpretata dall’Ensemble Calixtinus.

Lucia Fava

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