Il futuro di Santa Cecilia

Roma: presentata la nuova stagione

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«Combattiamo per la sopravvivenza dell'eccellenza di Santa Cecilia», questo il concetto con cui Bruno Cagli, presidente dell'Accademia di Santa Cecilia, ha esordito nel presentare alla stampa la prossima stagione sinfonica e cameristica della storica istituzione romana. Ma alle difficoltà del presente periodo, l'Accademia riesce a rispondere con l'ennesima proposta musicale di altissimo livello e con i sempre maggiori inviti che dall'estero vengono fatti alle sue formazioni, Orchestra e Coro, inviti che regolarmente vengono poi reiterati negli anni, a conferma del riconosciuto livello artistico internazionale. Se l'inaugurazione, il 25 ottobre, sarà incentrata su un programma dedicato al grande sinfonismo tra '800 e '900 - tra cui si colloca anche la Sinfonia delle Alpi che sarà eseguita a celebrazione dei 150 anni dalla nascita di Richard Strauss - il resto della stagione sinfonica si snoda in molteplici direzioni, dal repertorio romantico al Novecento storico italiano, dalle rarità (come la Seconda Sinfonia di Schmidt) all'opera in forma di concerto. In tal senso è stata annunciata un'unica rappresentazione dell'Aida di Giuseppe Verdi, fuori abbonamento e collegata alle registrazioni per un prossimo compact, nel quale ancora una volta Antonio Pappano guiderà Orchestra e Coro dell'Accademia. Tantissimi e di rilievo i nomi dei direttori e dei solisti, nonché delle formazioni che andranno a scandire gli appuntamenti della stagione sinfonica e di quella da camera. Successivamente ci sarà anche una stagione estiva che, dal 21 giugno 2015, si protrarrà fino ai primi di ottobre. Michele Dall'Ongaro, vicepresidente dell'Accademia, ha sottolineato come si sia arrivati al nono bilancio consecutivo in pareggio, un dato che deve molto anche a quanti lavorano dietro una programmazione che settimanalmente (grazie ai tre concerti nella sala più grande del Parco della Musica) porta a contatto con la musica quasi 9000 persone. Antonio Pappano, direttore musicale dell'Accademia, ha sintetizzato in modo simpatico il costante lavoro con l'Orchestra: «Io faccio il lavoro di 'manutenzione' e porto i musicisti in tournée, ma la mia più grande gioia è sapere che ciascuno dei direttori che viene invitato qui a Roma è assai contento di venire qui perché è certo di trovare un coro e un'orchestra pronti a impegnarsi seriamente!». Cecilia

Giorgio Cerasoli

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