I premi dell’International Opera Awards 2016

Riconoscimenti anche al soprano Mariella Devia e al direttore Gianandrea Noseda

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L’Hotel Savoy di Londra ha accolto anche quest’anno la serata finale dell’International Opera Awards, patrocinato dalla rivista britannica Opera e giunto alla terza edizione. Presideduta anche quest’anno dal critico John Allison, la giuria ha annunciato i vincitori delle varie categorie, scegliendo fra una rosa di candidati annunciati da qualche mese. Numerosi i riconoscimenti andati a personalità musicali e teatrali del nostro paese: Mariella Devia è risultata la migliore cantante della scorsa stagione, Gianandrea Noseda miglior direttore, Giacomo Sagripanti è risultato il miglior direttore nella categoria giovani e Fabio Ceresa il miglior regista fra i giovani. Fra gli allestimenti operistici si è imposto Peter Grimes firmato dal regista Christof Loy per il Theater an der Wien, mentre la migliore riscoperta è stata Le Roi Carotte di Jacques Offenbach prodotto dall‘Opéra de Lyon con la regia di Laurent Pelly, che si è anche imposto nella categoria dei registi. Migliore novità è risultata l‘opera di Jennifer Higdon Cold Mountain commissionata dall‘americana Santa Fe Opera. Vicky Mortimer si è imposta come migliore scenografa. A Amsterdam va la palma per il miglior teatro lirico assegnata alla Dutch National Opera, Glyndebourne si è imposto come miglior festival musicale e all‘English National Opera di Londra va il riconoscimento per il miglior coro lirico. Fra i cantanti, Gregory Kunde è stato indicato come miglior cantante, mentre Asmik Grigorian e Stanislas de Barbeyrac si impongono fra le voci giovani. Nell’audivisivo premi al recital Agrippina (DHM) con il mezzosoprano Ann Hallenberg accompagnata dal Pomo d’Oro diretta da Riccardo Minasi, alla registrazione integrale di Les Martyrs di Donizetti (Opera Rara) e al DVD di La fidanzata dello zar di Rimsky-Korsakov (Bel Air) allestita da Dimitri Tcherniakov alla Staatsoper di Berlino. Riconoscimenti per la diffusione dell‘opera a The Opera Platform e alla carriera al mezzosoprano austriaco (e da qualche anno regista) Brigitte Fassbaender.

Stefano Nardelli

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