Bergamo apre con Lucia e Betly

Presentato il Festival 2014

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Il pianoforte ruba la parola a chi tiene il microfono. Bianca Tognocchi e Raffaele Abete, nascosti tra giornalisti, studiosi e appassionati, si alzano in piedi e ci danno un assaggio del loro incontro con Lucia ed Edgardo, in un appassionato "Verranno a te sull'aure". Comincia così, in modo insolito e gradito, la conferenza stampa di presentazione del Bergamo Musica Festival, svoltasi il 20 settembre nella Casa Natale di Gaetano Donizetti. La musica ci fa entrare subito nel vivo del cartellone, che quest'anno si propone in un weekend d'apertura (26-28 settembre) costruito su un binomio donizettiano per certi versi complementare: Lucia di Lammermoor accanto a Betly, opera comica alla sua prima ripresa in tempi moderni. Ottobre porterà con sé un omaggio a Puccini con la Tosca, mentre novembre ci offrirà un'altra novità del compositore bergamasco, il Torquato Tasso. Il tutto inframmezzato da una ministagione dedicata al balletto, ai concerti del locale Conservatorio e ad altre iniziative quali "I Caffè del teatro" e "Raccontare la musica", che narrano le opere in cartellone e le attività della Fondazione. Da non perdere poi la BMF Movie, rassegna cinematografica tematicamente collegata all'opera e dedicata a Ermanno Comuzio, giornalista, saggista e critico di fama internazionale. Come spiega Nadia Ghisalberti, assessore alla Cultura, Expo e Turismo di Bergamo, l'opera apre le porte ad un pubblico sempre più ampio: oltre ad approdare per la prima volta al Teatro Sociale, la Lucia si è "mostrata" in fase di prova alle Notti Bianche del giovedì, portando a teatro oltre un migliaio di nuovi spettatori. Si approda infine tra i banchi, con il progetto "La Scuola all'Opera", che utilizza un titolo del cartellone per creare nuovi spazi formativi. «Nonostante si continui a fare i conti con la crisi - interviene Francesco Bellotto, direttore artistico del BMF - la stagione può contare su una squadra di professionisti cresciuta attorno al Donizetti, che è in grado di dare prodotti di alta qualità. Ben tre titoli su quattro sono prodotti dal teatro stesso¬». A riprova di quel ponte esistente tra ricerca, spettacolo e didattica, vi è Paolo Fabbri, direttore scientifico della Fondazione: «Il lavoro di restauro del testo, ultimo passo per arrivare alla testa del compositore, non è tutto. La musica non vive sulla pagina, si deve poi cercare di ricostruire un'immagine sonora, attraverso gli strumenti e la vocalità». Senza dimenticare che l'opera è un'occasione di divertimento culturale. «Quello tra Lucia e Edgardo - prosegue Fabbri - è, come diremmo oggi, un matrimonio di fatto. L'opera parla in fondo, in maniera mirabile, di cose che ci riguardano. Non è uno spettacolo per vecchi, ma per una gioventù di mente». Si brinda allora, sul rifiorire di questa gioventù e di una nuova stagione. A chiudere le danze è il duetto di Betly, con le voci di Linda Campanella e Paolo Ingrasciotta. E adesso si va in scena.

Bianca De Mario

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