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William Ashbrook, 1922-2009

William Ashbrook č morto a Denver il 31 marzo scorso

William S. Ashbrook si č spento serenamente, nella sua casa di Denver in Colorado, il 31 marzo scorso. Era nato a Philadelphia nel 1922. Attento conoscitore della letteratura e della musica italiana tra Otto e Novecento, si era formato nelle universitą della Pennsylvania ed Harvard. Docente emerito della Indiana State University, ha pubblicato durante la sua carriera alcuni studi fondamentali sul melodramma, ed in particolare sulle opere di Donizetti e Puccini. Per oltre un decennio č stato direttore del periodico The opera Quarterly, contribuendo ad attestare internazionalmente la rivista come pubblicazione particolarmente attenta alle ramificate e complesse implicazioni del fenomeno operistico, tra creazione e produzione, tra ricostruzione storiografica e attualitą. La monografia The operas of Puccini, pubblicata per la prima volta nel 1968 e in seconda edizione nel 1985, prodotta in un'epoca in cui la maggior parte della letteratura di interesse pucciniano privilegiava l'impostazione biografica e aneddotica, ha svolto un ruolo quasi pionieristico sul versante dell'analisi e dell'interpretazione critica di tutte le opere del compositore lucchese alla luce delle tappe fondamentali del loro processo genetico. Del 1991 č Puccini's Turandot. The end of the Great Tradition, (edizione italiana Ricordi, 2006), ampio saggio scritto assieme ad Harold Powers in cui l'opera incompiuta di Puccini viene interpretata come realizzazione conclusiva della grande tradizione del melodramma italiano. Donizetti and his operas, pubblicato una prima volta nel 1982, tradotto e aggiornato in italiano in due volumi pubblicati da EdT nel 1986 e 1987, č ormai un classico della bibliografia donizettiana, ancor oggi punto di riferimento obbligato per gli studiosi. Della vasta produzione donizettiana, Ashbrook prende in esame i molteplici aspetti: dai rapporti con i predecessori - il maestro Mayr e sopratutto Rossini - ai rapporti con i contemporanei, soprattutto Bellini, fino alle molte intuizioni drammaturgiche raccolte successivamente da Verdi. La ricostruzione biografica vi č narrata con grande ricchezza d'informazione attraverso la scansione delle opere, il contesto culturale e musicale italiano ed anche attraverso il rapporto concreto e sempre originale con le convenzioni teatrali del tempo. Il profilo di Donizetti che Ashbrook ha consegnato alle nuove generazioni di studiosi č quello di un autore estremamente colto, originale e di estrema versatilitą creativa. Per Paolo Fabbri, direttore scientifico della Fondazione Donizetti, "i suoi due volumi sono pietre miliari imprescindibili, al pari dell'epistolario dello Zavadini. Qualcosa di simile a quanto da lui realizzato per il grande compositore č stato fatto da Franco Abbiati o Julian Budden per Verdi. Ma, soprattutto, Ashbrook ci ha insegnato a considerare Donizetti come un 'autore' nel senso pieno del termine, con un suo profilo preciso." Nel 1998 la municipalitą di Bergamo lo ha insignito della cittadinanza onoraria. Nel 2002 la Fondazione Donizetti ha organizzato insieme al Centro Studi Puccini di Lucca un convegno internazionale di studi per festeggiare i suoi ottanta anni e gli ha conferito il prestigioso Premio Donizetti. La prossima edizione del Bergamo Musica Festival sarą a lui dedicata. (Francesco Bellotto per la Fondazione Donizetti di Bergamo)

16-04-2009

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