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Bari: qualcuno ha visto il dottorato?


Segnalo un fatto che mi pare sufficientemente strano da meritare l'attenzione degli addetti ai lavori: nei mesi scorsi il Consiglio Accademico del Conservatorio di Bari ha lanciato la proposta, a mio parere molto importante, di un dottorato di ricerca in 'Scienze della Musica' in partenza dal Conservatorio e in consorzio con l'Università di Napoli 2 (Facoltà di Scienze e Dipartimento di Matematica). L'idea ha basi scientifiche solide: c'è una collaborazione in atto da anni fra le due istituzioni che hanno anche partecipato a un PRIN (Progetto di Ricerca di Interesse Nazionale), che hanno agito con scambi di docenti, che hanno dato vita a un convegno nel 2001 e più recentemente alla creazione di un Master universitario di primo livello. L'idea ha anche solide basi economiche poiché il Conservatorio può usufruire di una consistente donazione fortunosamente pervenuta dal Sultano dell'Oman. Il Consiglio Accademico, sulla base di queste circostanze, aveva deciso già nel settembre del 2008 di far partire l'iniziativa del dottorato. Si trattava fra l'altro di un atto perfettamente legale perché la Legge 508 del 1999 e i successivi regolamenti attuativi (il DPR 212/2005) non solo consentono, ma richiedono ai Conservatori di attivare «Corsi di formazione alla ricerca [...] equiparati a dottorati universitari» . Successivamente (in data 19 gennaio 2010) la proposta di dottorato è stata anche discussa e approvata in una riunione congiunta del gruppo CUN CNAM. Aggiungerei a questo proposito che una iniziativa come questa potrebbe segnare una vera e propria svolta storica nella vita dei Conservatori italiani: potrebbe trasformarli da scuole professionali, come tuttora sono, in Istituzioni di alta cultura, come essi ambiscono ad essere.
Dopo l'approvazione del gennaio scorso, tutto si è bloccato e nessuno riesce a sapere perché. Potrebbe trattarsi di un ripensamento del CUN o del CNAM, oppure di ostacoli da parte di forze interne al Conservatorio; potrebbe trattarsi di perplessità da parte del Ministero, o chissà di che altro... Fatto sta che, nonostante ripetuti tentativi di avere notizie, nessuno degli interpellati (neppure il direttore generale dell'AFAM) ha fornito motivazioni plausibili di ciò che sta accadendo, anzi di ciò che non sta accadendo Invio questo scritto nella speranza che qualcuno che sia in possesso di notizie voglia essere così generoso da comunicarcele.


28-05-2010

Mario Baroni






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