Jeremiah Clarke piange la scomparsa di Henry Purcell

Un disco di Le Poème Harmonique diretto da Vincent Dumestre ripropone l'ode per la morte del compositore inglese

Le Poème Harmonique diretto da Vincent Dumestre, Purcell e Clarke
Le Poème Harmonique (foto di Jean-Baptiste Millot)
Disco
classica
Le Poème Harmonique
Son of England
Alpha
2017

Lo sconcerto e il dolore per la prematura scomparsa di Henry Purcell alla vigilia del giorno di Santa Cecilia del 1695 si può percepire dal pathos dell’ode "Come, come along" del giovane collega allora ventenne Jeremiah Clarke. Anche se meno nota di quella di John Blow su versi di John Dryden, l'ode è costruita come una piccola favola pastorale il cui dialogo arcadico tra soprano, tenore, basso e coro accompagnati da diversi strumenti commuove per i suoi intensi e dolorosi accenti. Non si conosce l’autore dei versi che piangono la scomparsa di Strephon (il nome del pastore innamorato che lamenta la lontananza di Urania nel romanzo Arcadia di Philip Sidney), alias Purcell, ma l’ode scritta dall’organista del Winchester College venne eseguita nel teatro di Drury Lane, probabilmente in forma scenica, e non come di consueto in una chiesa o in una sala del palazzo reale.

Anche Clarke, che fu cantore della Chapel Royal e organista nella Cattedrale di Saint Paul, scomparve prematuramente poco più che trentenne, nel 1707, togliendosi la vita probabilmente per la sofferenza di un amore non ricambiato; ma ironia della sorte il suo nome è rimasto per sempre associato a una sua breve pagina musicale, nota come “Trumpet Voluntary”, che è la marcia nuziale inglese per eccellenza.

Il destino volle che le musiche scritte da Purcell per il funerale della regina Maria del marzo 1695 accompagnassero pochi mesi dopo anche le sue esequie, e ascoltate dopo l’ode di Clarke accrescono una sorta di rimpianto nei confronti di un compositore scomparso a trentasei anni che avrebbe potuto continuare a scrivere capolavori degni del suo straordinario talento. Forse è questa malinconia ad aver guidato la scelta delle musiche di questo disco dell’ensemble francese Le Poème Harmonique diretto da Vincent Dumestre, coadiuvato dalle voci di Les Cris de Paris guidate da Geoffroy Jourdain, malinconia che si dissipa soltanto con la composizione conclusiva. ““For sorrow and grief, find from music relief” si canta nell’ode che il Figlio d’Inghilterra scrisse nel 1683 su commissione di una società musicale per commemorare il giorno di Santa Cecilia, e come molte altre composizioni di Purcell, "Welcome to all the pleasures" con la sua sublime "Here the Deities approve" è una pura esaltazione del potere della musica. 

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