I musicisti del Tago tra fado e opera barocca

Fado Barroco, la storia della musica portoghese in un disco dal vivo, fra chitarra portoghese e orchestra barocca

I musicisti del Tago tra fado e opera barocca
Disco
classica
Ana Quintans e Ricardo Riberio / Os Musicos do Tejo
From Baroque to Fado. A Journey Through Portuguese Music
Naxos
2017

Voler rappresentare un condensato della storia della musica portoghese in un singolo concerto, con allusioni alle sue potenziali influenze e ramificazioni come ad esempio le modinhas luso-brasiliane, è un progetto estremamente ambizioso.

Il concerto intitolato Fado Barroco si è svolto a Lisbona il 14 e il 15 dicembre 2016 nel Grande Auditorium della Fondazione Calouste Gulbenkian, e questo disco contiene la sua registrazione integrale. Come scrive nelle note illustrative Marcos Magalhães, che dirige insieme a Marta Araújo l’orchestra barocca Músicos do Tejo, l’idea è stata ispirata dal clavicembalista finlandese Aapo Häkkinen, che aveva chiesto al musicista portoghese di integrare fado e musica barocca in un concerto realizzato l’anno precedente, e dal quale si è poi sviluppato questo progetto che è presentato come un viaggio nell’immaginario sonoro e poetico portoghese. Basta pensare che il titolo non racchiude l’intero arco temporale delle musiche proposte, perché tra quelle scelte per raccontare la storia musicale del paese affacciato sull’Atlantico c’è anche una delle numerose Cantigas de Santa Maria, espressione della devozione del re Alfonso X il “Sabio” e vero e proprio tesoro della musica medievale.

Il percorso inizia dal timbro originale della guitarra portuguesa, la principale icona sonora della cultura musicale lusitana, con “Verdes anos”, una delle più belle e famose composizioni di Carlos Paredes (1925-2004), una breve danza di António da Silva Leite (1759-1833) “Minuete”, e una composizione del solista Miguel Amaral, intitolata “Luz de Outono”, nella quale la guitarra dialoga con gli strumenti dell’orchestra barocca. Segue una lunga e libera rielaborazione della “Cantiga 23” nella quale la voce del fadista Ricardo Ribeiro si alterna a quella del soprano Ana Quintans, con il ritornello intonato dagli strumentisti dell’ensemble. Poi, dopo l’inserto bachiano della “Sinfonia” di una delle sue numerose cantate, interviene una esotizzante e poco convincente commistione tra musica araba e indiana, costituita dalla canzone “Soneto de amor” che Rabih Abou-Khalil ha composto per Ribeiro sui versi del poeta portoghese José Régio. E così via di seguito tra alti e bassi.

Alla fine rispetto alla intonazione a voce impostata del famoso e bellissimo fado-canção di Alain Oulman sui versi di Camões “Com que voz” e di “O Pastor” dei Madredeus, risultano molto più interessanti le arie d’opera di Francisco António de Almeida (ca. 1702–1755) e i fados tradizionali posti al centro di questo onnicomprensivo programma, proprio perché interpretati ciascuno secondo il proprio stile vocale e con i propri strumenti.

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