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Note di una sera d’estate

di Alberto Massarotto
La sensazione è la stessa di quando, sapendo di aver acquistato la prelibatezza più sfiziosa, ci si abbandona immediatamente ai pochi attimi di perdizione, senza dover per forza attendere il momento più opportuno per assaporarla. Così a Pordenone, dopo il successo dei concerti tenuti dalla Gustav Mahler Jungendorchester alla Basilica di Aquileia e al Duomo di Tolmezzo, la tentazione di introdurre il naso al Teatro Verdi non può confidare in un momento migliore. L’orchestra giovanile più celebre e importante al mondo sta vivendo infatti la prima residenza artistica proprio in questa città, #TeatroLuogo e laboratorio dove poter mettere a punto la nuova tournée, il cui cuore batterà al Verdi di Pordenone al ritmo dei due concerti di apertura di stagione. Le porte sono aperte e in un attimo si accede alla sala dove l’orchestra sta provando il finale del Concerto in Fa di Gershwin con Jean-Yves Thibaudet al pianoforte: “vivere questa esperienza per me significa avere la possibilità di far parte di questa incredibile orchestra ed esserne allo stesso tempo protagonista”. Affrettandosi a descrivere come il suo strumento è chiamato a partecipare in Turangalîla nei passaggi concertanti, e con piglio solistico in Gershwin, calice alla mano Thibaudet si lascia sfuggire come il programma dei prossimi concerti ricalchi un po’ la traiettoria della sua vita, alternata tra la Francia di Messiaen e l’America di Ellington, tra le tante riconosciute passioni musicali.

Le confidenze richiamano l’attenzione di Ingo Metzmacher, direttore della GMJO, attento a puntualizzare come il programma sia nato da una spontanea sinergia. “Tutti noi avevamo già suonato Turangalîla in diverse produzioni: è arrivato il momento di unire le forze per dar vita a una nuova lettura”. L’operazione è moderata dal temperamento di Valérie Hartmann-Claverie, storica esecutrice di Ondes Martenot al fianco di Messiaen, prima di raggiunge le sfere della popmusic, condividendo il palco con i Radiohead. “Mi sento portavoce di una tradizione viva, radicata nel grande repertorio e capace di germogliare in nuove declinazioni, ancora pronta a sporcarsi delle più diverse contaminazioni”.

Il programma gira attorno a Musica di accompagnamento per una scena cinematografica di Schönberg, alle connessioni che questa composizione e il suo autore hanno saputo instaurare nel corso degli anni. “Questa musica era molto amata da Claudio Abbado”, fondatore dell’orchestra già nel 1987, della quale Pordenone festeggia il trentesimo anniversario, continua Metzmacher, “e Schönberg era così ben radicato nel panorama contemporaneo” al punto da aver suscitato l’interesse di Ravel, grande estimatore di Bartók e amico di Gershwin, la cui amicizia con il padre della dodecafonia è stata immortalata sui campi da tennis in una memorabile foto d’epoca.

Pausa pranzo. Mentre i ragazzi si abbuffano, il bar del Teatro diviene lo spazio ideale per scambiare qualche impressione. “Non è mai capitato di camminare per la città e venire subito riconosciuti, avvicinati dalla gente che passa incuriosita: non c’è giorno che Pordenone non rinnovi il suo benvenuto” afferma Giuseppe Mengoli, violinista di Cesena classe 1993, uno dei ragazzi che annualmente si mettono in fila pur di affrontare le selezioni della GMJO. Altri, invece, condividono con un caffè gli ultimi accorgimenti per le esibizioni che animeranno la città nelle ore serali, a prove terminate. Riuniti in piccoli gruppi, i componenti dell’orchestra raggiungeranno alcuni locali e angoli del centro per riempirli a suon di musica. Non un genere in particolare, solo la voglia di restituire in qualche modo alla cittadinanza il calore che è loro riservato.

GMJO

Pordenone si candida così a polo europeo della musica sinfonica, dopo aver conquistato risonanza internazionale sulle frequenze della letteratura e del cinema. Obiettivo condiviso da tutte le forze in campo, come fanno intendere le parole del direttore artistico Maurizio Baglini e del Presidente Giovanni Lessio. Nel frattempo le prove di Turangalîla sono cominciate. A breve il sole scenderà e la musica di Una sera d’estate accenderà la città. Pordenone rinnova così l’appuntamento per il 6 e 7 settembre, un Inno all’amore veicolato dalla musica di Messiaen, insieme ad alcuni tra i maggiori capolavori del Novecento musicale, il cui cuore prende forma dall’unione di tutti i componenti dell’orchestra unita ai solisti che con loro condivideranno i più importanti palcoscenici del mondo in questa nuova avventura.

04 settembre, 2017 - 08:49
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