Rom Stato aperto

Gitanistan è ora un festival, che parla di cultura rom in modo intelligente e politico

Articolo
world

«Apriamo i confini dello Stato immaginario di Gitanistan» è l’intestazione: lo Stato rom non è uno Stato reale; piuttosto è uno Stato "diffuso": un paradosso evidente, come quello di aprirne i confini.

Quella dei rom è una presenza costante nella nostra società, troppo spesso rimossa o derubricata a problema di ordine pubblico da risolvere. Gitanistan, al contrario, insiste sull’importanza della cultura rom, e sul suo essere strettamente intrecciata con altri mondi e altre culture, quella italiana su tutte.

Gitanistan è stato un disco, è un film. È un percorso che dal 2009 porta in giro le storie e la cultura dei rom italiani (e salentini in particolare). Ora è anche un festival, un progetto aperto e in divenire. Ce lo ha raccontato Claudio “Cavallo” Giagnotti, voce e leader di Mascarimirì (che chi segue queste pagine ha già incontrato più volte) e ideatore (insieme a Pierluigi De Donno) di Gitanistan.

È certo interessante che sia un musicista a portare avanti un progetto del genere, se si pensa a come – di fatto – la “musica rom” (ammesso che questa categoria sia chiaramente definibile) sia uno dei pochi ambiti in cui l’essere zingaro è socialmente tollerato e accettato: la musica sì, le persone no...

«Noi siamo italiani, ma c’è sempre vena razziale verso di noi, razzista» spiega “Cavallo”, rom salentino. «Lo scopo di Gitanistan è far apparire questo, spostare lo sguardo verso questa comunità attraverso un’operazione positiva, parlando di cucina, di arte, di musica… Far capire che c’è cultura dietro, c’è una letteratura, una lingua…». È un percorso anche e soprattutto politico, quello di Gitanistan, che porta (o ri-porta) la musica anche nei campi rom, con concerti, feste e laboratori, e che approda persino al Senato (alla Sala ISMA) dove il film sarà proiettato l’8 aprile.



Continua Cavallo: «Dal 2009 ho cominciato a scrivere Gitanistan. Ho visto che c’è un mondo dietro, sia di associazioni che sfruttano i progetti per fare cassa, sia di politica che da una parte mette i soldi e dall’altra li prende. Ci sono aziende che lavorano sui finanziamenti sui campi rom, Mafia capitale ha mostrato anche questo. Invece, tanti attivisti e artisti rom italiani, rom salentini o rom romani si stanno rivedendo in questo progetto».

Dopo un primo appuntamento al Monk Club di Roma, Gitanistan entra ora nel vivo: l’8 e 9 aprile a Lecce, alla Masseria Ospitale, con concerti, feste, concerti, proiezioni e molto altro (da non perdere i concerti di Alegria Gitana, ‘O Rom, Veko Alimovic e Mascarimirì Cesare Dell’Anna). E il 10 al Campo sosta Panareo, con una grande festa con cibo, musica, giocoleria… L’8 e il 9 è prevista anche una ricca tavola rotonda, in particolare dedicata (il 9) alle condizioni di vita dei diversi gruppi rom e sinti presenti in Italia, a cura dell’associazione 21 Luglio. Per il programma completo: www.gitanistan.com.

Se hai letto questo articolo, ti potrebbero interessare anche

world

Contro canto (Donzelli) è il libro di Antonio Fanelli sulla storia del canto sociale in Italia, da Spartacus Picenus al rap

world

Quarta e ultima puntata del tour estivo dei Kalàscima, in collaborazione con Puglia Sounds

world

Paolo Lucà racconta la nuova stagione: si parte con concerto speciale di Vinicio Capossela