Perù, un nuevo mundo in jazz

Reportage dalla tentacolare Lima e dal suo festival, dove il jazz è anche un po' italiano

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Il "suono" di Lima, la tentacolare capitale del Perù? Il sordo ribollire del traffico impastato alle voci della gente che affolla le strade. Le vie del centro, divise per mestieri, o i mercati dell'artigianato, rimbombano del parlare melodioso di chi vende e compra, mentre ovunque si ascolta il "cantare" perenne delle autoradio.
Nella colorata e pulsante Lima sono attive associazioni culturali ed università che organizzano festival di respiro mondiale, dal violino al cajón, strumento a percussione afroperuviano costituito da una "cassetta" lignea al quale, dal 2007, si dedica una manifestazione internazionale. Si tengono due stagioni di musica lirica, rassegne di classica organizzate dall'Orquesta Sinfónica Nacional e dalla Sociedad Filarmónica e numerosi eventi che riguardano la musica, dal folclore al balletto. La città è culturalmente assai viva ed il suo dinamismo si riflette nelle numerose occasioni che offre. Del resto, vi si contano almeno tredici importanti musei, quattro siti archeologici, numerosi centri culturali, dodici gallerie d'arte, una trentina di teatri ed il Conservatorio Nacional de Musica, fondato nel 1908.

Anche l'Istituto Italiano di Cultura è molto attivo. Nei mesi scorsi ha offerto conferenze e corsi, presentato l'Osservatorio della lingua italiana in Perù e partecipato al festival Jazz en Lima con Javier Girotto e Francesco Nastro, che si sono esibiti anche nell'Istituto, al teatro "Luigi Pirandello", mentre All'Universidad Católica de S. Pablo si è tenuto il concerto Viaggio in Italia del Duo Alterno (Tiziana Scandaletti, Riccardo Piacentini). Nei prossimi mesi l'I.I.C. ospiterà la mostra Musica in forma, presentata dal Centro Ricerche Musicali di Roma: «Si tratta - ci ha spiegato il Direttore, Renato Poma - di tre sculture sonore in metallo la cui partitura è stata scritta dal compositore di musica sperimentale Michelangelo Lupone». L'installazione esordì al G8 dell'Aquila; ci saranno anche due recital con il feed-drum, sorta di grancassa elettronica creata da Lupone.

L'Instituto Cultural Peruano Norteamericano, con sei sedi sparse nella città, è dal canto suo attivissimo su più fronti (esposizioni, conferenze, teatro, fotografia, video, balletto...) ed a giugno 2012 vi si terrà Danza Nueva - XXIV Festival Internacional de Lima. Attivo da sessantasette anni, quarantamila allievi ai suoi corsi di lingua inglese, l'ICPNA (con director cultural Fernando Torres) ha sempre riservato spazi importanti alla musica, organizzando nella bella sede Miraflores festival dedicati a strumenti (chitarra, violino, flauto), alla musica da camera, ai cori, alla musica antigua ed al jazz. Ad esempio, dal 16 al 21 aprile scorsi si è tenuta la XXII edizione del citato Jazz en Lima, nell'auditorio dell'ICPNA-Miraflores. Metà rassegna ha proposto jazzisti locali alcuni dei quali combinano linguaggio jazzistico e folclore afroperuviano, come il quintetto Zavescopio, guidato dal bassista e compositore Julio Zavala (con i cubani Evaristo Creach, Abel García ed i peruviani Alonso Acosta e Alex Sarrín). Il sassofonista Karlhos Misajel sta riscuotendo un crescente interesse internazionale. Se su disco (Escamilla, 2011) mostra un corposo e personale suono, unito ad un buon interplay, dal vivo ha evidenziato un solismo muscolare ed effettistico, tipico dello smooth jazz a cui peraltro si dedica (in organico l'ottimo bassista Omar Rojas, il batterista Sarrin e il pianista Pepe Céspedes). Il sestetto Soul System, altro ospite di Jazz en Lima, ha un repertorio soul e funk con escursioni in territorio jazzistico.

Nel paese sudamericano si fondono le eredità sonore degli schiavi africani, concentrati nella regione costiera lungo il Pacifico, e dei dominatori iberici (Lima fu a lungo capitale del vicereame di Spagna), senza dimenticare le numerose civiltà precolombiane. Gli stili sonori e i ritmi tradizionali si localizzano nella zona costiera a sud di Lima, con la cittadina di Chincha, dove dominano il festejo (in 12/8, con forti accenti su 5 e 10) e il lando (originario degli schiavi Bantu, in 6/8 e tonalità minore). La regione centrale, che comprende la capitale, è la culla di marinera limena, vals criollo e zamazueca. Nella regione a nord di Lima (con le città di Trujillo, Piura e Lambayeque) dominano gli stili marinera nortena, tondero e lundero. Mentre la marinera nortena è usata in prevalenza per la musica delle bande militari, quella limena (in 3/4) si ascolta soprattutto nelle jaranas, feste casalinghe che si tengono a notte fonda. Tale ricchezza di stili, ritmi e melodie viene spesso elaborata dai migliori jazzisti locali, conferendo alla loro musica accenti e colori caratteristici. È una scena, quella peruviana, che negli ultimi anni ha espresso artisti di valore: il chitarrista Richie Zellon che ospita nel suo album The Afro-Peruvian Jazz Sessions George Garzone e Danilo Perez, Paquito D'Rivera e Ed Simon; il flautista César Peredo che nel cd Cosas de Negros con il gruppo Los Adentro, si serve anche di strumenti tradizionali come cajón e cajita. Spicca il trombettista e compositore Gabriel Alegria, che combina in maniera davvero originale e consapevole il linguaggio jazzistico con la poliritmica eredità del folclore afroperuviano, come ben si ascolta negli album Nuevo Mundo e Pucusana.

Sul rapporto tra "modello jazzistico stile Berklee" ed elaborazione creativa e contemporanea del proprio patrimonio sonoro si sono soffermate le clase maestre tenute Girotto e Francesco Nastro presso l'auditorium dell'ICPNA ed il Conservatorio Nacional dove, peraltro, dal 1988 al 1991 insegnò il pianista e didatta Martin Joseph, collaborando con il batterista Manongo Mujica e componendo la Suite per Pablo Neruda. Davvero un nuevo mundo.

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