Musica elettrodomestica

Suonare una lavatrice: l’ultima trovata del duo statunitense Matmos

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Matmos
Ultimate Care II
Thrill Jockey

Detta in breve, la storia è questa: Drew Daniel e Martin Schmidt, che fanno coppia in arte e nella vita, hanno scelto di dare forma al decimo album della propria carriera utilizzando quale unica fonte sonora la lavatrice di casa, un modello Whirlpool chiamato Ultimare Care II. Notizia della serie “incredibile ma vero”, in apparenza. Poi, però, bisognerebbe ascoltare il disco. E ammirare il risultato ottenuto. Giacché, fossimo ignari delle premesse, non sospetteremmo affatto l’origine curiosa di questi 38 minuti di musica. D’altra parte, il duo statunitense non è nuovo a imprese simili: fra le tante, ricordiamo A Chance to Cut Is a Chance to Cure, lavoro del 2001 basato su campionamenti di apparecchiature chirurgiche in funzione. In bilico fra ironia e arte concettuale, l’attività dei Matmos si riferisce – aggiornandole – alle esperienze della musique concrète e del field recordings: cioè all’idea di una creazione musicale realizzata impiegando risorse non convenzionali. Tipo una lavatrice, appunto. E in effetti tutto qui comincia con il rumore della ghiera di selezione dei programmi, cui segue quello dell’acqua che riempie il cestello, mentre l’epilogo è annunciato dal cicalino spernacchiante di fine lavaggio.



Conta comunque ciò che avviene fra i due estremi: scorre una suite suddivisa approssimativamente in quattro movimenti, con una fase iniziale sviluppata su un incalzante swing meccanico – ricavato percuotendo la superficie dell’elettrodomestico – che s’inabissa poi in un bagno di astrattismo ambient, da dove riaffiora su cadenze di scuola “industriale”, assumendo in seguito tonalità da cartoons e concedendo persino – intorno al minuto 25 – uno scorcio di lirismo pop, per avviarsi quindi a ritmo martellante verso la conclusione. Un’eccellente performance di musica elettronica, all’orecchio dell’ascoltatore inconsapevole. Esperimento al tempo stesso ingegnoso ed esilarante, se viceversa lo si valuta conoscendo gli elementi in gioco. In una parola sola: geniale.

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