Macerata, lo sferisterio è #verdesperanza

Dal 20 luglio al 12 agosto il Macerata Opera Festival: parla la direttrice artistica Barbara Minghetti

Macerata Opera Festival 2018
Macerata Opera Festival 2018
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classica

Sa di fresco, di giovane, sa di festa il Macerata Opera Festival 2018, intitolato #verdesperanza. Costruito in sinergia dal sovrintendente Luciano Messi, dal direttore musicale Francesco Lanzillotta e dalla direttrice artistica Barbara Minghetti, il festival, dal 20 luglio al 12 agosto, ricalca la formula delle scorse edizioni concentrando gli spettacoli nei fine settimana, ma si tinge  di un nuovo colore con tantissime iniziative diverse che coinvolgono tutta la città.

Tre i titoli – Flauto magico per  la regia di Graham Vick, Elisir d’amore di Damiano Michieletto e Traviata di Henning Brockhaus – che fanno da cornice a ottanta appuntamenti tra concerti di pop e classica, danza, mostre, installazioni, conferenze, incontri, tutti sul tema del verde, dell’ecologia e della sostenibilità: testimonial del festival sarà    l’architetto Mario Cucinella, curatore del Padiglione Italia della Biennale di Architettura di Venezia in corso in questi mesi – impegnato da sempre nella progettazione basata sui temi della sostenibilità e dell’impatto ambientale degli edifici – che inaugurerà il festival con una lectio magistralis il 19 luglio.

Spazio anche all’opera contemporanea, con We Can Be Waves, vincitrice del concorso Macerata Opera 4.0 per under 35, in collaborazione con Opera Europa e Rassegna di Nuova Musica. Tante anche le iniziative all’insegna dell’inclusione e della partecipazione: non solo laboratori per avvicinare i più piccoli all’opera lirica, ma anche  progetti di accessibilità per non vedenti e non udenti: per gli ospiti delle recite del  3, 4 e 5 agosto saranno disponibili audio descrizioni in italiano di tutte le opere liriche, audio introduzioni in inglese, percorsi tattili riservati ai non vedenti e percorsi in LIS per i non udenti.

Grande attesa per l’opera d’apertura firmata da Vick, al suo debutto allo Sferisterio, che ha voluto utilizzare per il Flauto il libretto in italiano nella versione di Fedele D’Amico, revisionato e adattato per rendere l’opera più accessibile e vicina al pubblico: sul palcoscenico inviterà anche cento cittadini maceratesi, rappresentanti del pubblico e della società di oggi. 

Abbiamo parlato di questo e di altro con Barbara Minghetti, già ideatrice dei progetti di “opera partecipata”  200.com, che hanno portato sul palcoscenico duecento e anche trecento dilettanti, entusiasti di diventare protagonisti dello spettacolo:

Barbara Minghetti - Macerata Opera Festival
Foto Tabocchini

«Ho avuto la fortuna di avere qui a Macerata Vick, molto simile a me nell’idea di teatro inclusivo. Vengo da sei anni di  Micheli, che considero un fratello dal punto di vista professionale; quindi il percorso che seguirò è già iniziato con lui. Due sono le strade su cui lavorerò: quella della internazionalizzazione, rafforzando le coproduzioni, e quella dell’attenzione al territorio, con progetti partecipativi di valore sociale, civico e civile, che coinvolgano  il pubblico in un’idea inclusiva di teatro e sviluppino il senso di appartenenza.  Ciò ha tanto più significato qui, in un territorio ferito fisicamente e moralmente, segnato ultimamente anche da fatti di cronaca che hanno profondamente provato i cittadini maceratesi, abituati ad una vita calma e tranquilla».

Qual è il significato della partecipazione diretta del pubblico allo spettacolo?

«Portare il pubblico sul palcoscenico, in fondo, significa riportare il teatro musicale alle sue origini: fino a poco più di cent’anni fa tutti andavano a teatro, e andavano per divertirsi, per passare una serata piacevole, per ritrovarsi. Il teatro è luogo di sinergia sociale, è della gente, è da vivere al di là dello spettacolo, per questo nell’ultimo fine settimana del festival la conclusione dei tre allestimenti, che sono divertenti, facili, allegri, non coinciderà con la chiusura del teatro, perché il pubblico avrà la possibilità di restare ancora allo Sferisterio, stavolta sul palcoscenico, per delle feste a tema: per brindare con vini tipici delle Marche e ballare con Traviata, per guardare le stelle con il Flauto, e per una festa sulla spiaggia con Elisir. Credo che a Macerata il teatro abbia anche il ruolo di far ripartire una comunità, un territorio ferito, e il mio sogno è quello di ripartire dalle radici, con un’opera fatta dai bambini!»

«Credo che a Macerata il teatro abbia anche il ruolo di far ripartire una comunità, un territorio ferito».

Sul podio del Flauto magico il giovane ma già affermatissimo Daniel Cohen; Lanzillotta dirigerà Elisir mentre la storica Traviata “degli specchi” vedrà ancora una volta dopo il 2014 una bacchetta femminile, con Keri-Lynn Wilson. Nei cast, tra gli altri, Giovanni Sala, Valentina Mastrangelo, Guido Loconsolo, Tetiana Zhuravel, Mariangela Sicilia, John Osborn, Alex Esposito,Salome Jicia, Ivan Ayon Rivas. Protagonisti dei tre spettacoli la FORM, Orchestra Regionale delle Marche e il Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini”.

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