La verdiana Piacenza

Parla il direttore artistico Cristina Ferrari

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"Lavoro in un teatro con il bilancio in pareggio, ma dobbiamo naturalmente stare molto attenti, non è certo un momento facile". Cristina Ferrari, neodirettore artistico della Fondazione Teatri di Piacenza, parla con soddisfazione del suo nuovo incarico. La Fondazione è nata nel 2009, controlla quattro teatri (Municipale, Filodrammatici, Teatini, San Matteo), ha cinque soci fondatori (Comune di Piacenza, Fondazione di Piacenza e Vigevano, Iren, Camera di Commercio e Confindustria Piacenza) e, soprattutto, i conti in ordine. Il che, di questi tempi, non è certo un particolare di poca rilevanza. Originaria di Casalmaggiore, diplomata in pianoforte al Conservatorio "Nicolini" di Piacenza e in canto (ramo didattico) al Conservatorio "Boito" di Parma, Cristina Ferrari è stata direttore delle attività liriche della Fondazione Toscanini e direttore artistico del Teatro Carlo Felice, dal 2007 al 2009 in uno dei periodi più oscuri nella breve storia del nuovo Torrione genovese, costretto, allora, al commissariamento. Nel 2012 è stata nominata direttore artistico del Concorso Internazionale "Voci Verdiane" e Presidente della Fondazione Daniele Ponchiroli di Viadana. "Il Municipale - spiega la Ferrari - è il secondo teatro storico dell'Emilia, è stato costruito nel 1804. E' un teatro virtuoso, in una città molto sensibile alla cultura. C'è una bella tradizione. Qui ha cantato la Strepponi, qui ha diretto Paganini. Come orchestra utilizziamo l'Orchestra Regionale della Fondazione Toscanini, ma a Piacenza ha sede anche l'Orchestra Giovanile "Cherubini" diretta da Riccardo Muti. Insomma avremo la possibilità di lavorare ad ampio raggio. Si sono sempre fatte stagioni di qualità, puntando più sulla tradizione che sulla innovazione e potendo contare su un pubblico preparato e amante della lirica". Cristina Ferrari firmerà i cartelloni a partire dall'ottobre 2013: "La stagione attuale ha proposto sei produzioni liriche e io conto di mantenere questi numeri. Abbiamo messo in scena "Le nozze di Figaro", "Otello" di Verdi e la trilogia popolare (Rigoletto, Trovatore, Traviata, a rotazione un giorno dopo l'altro). Piacenza rientra nella legge che ci riconosce una particolare rilevanza nelle celebrazioni verdiane. Ho un progetto formativo in cantiere da realizzare insieme a Ravenna e Ferrara per creare un cast con cui proporre opere verdiane. E poi sto avviando contatti con teatri europei che siano compatibili con il nostro per ottimizzare le risorse". Come si è ricordato, la Ferrari ha alle spalle una esperienza da direttore artistico al Carlo Felice di Genova: "E' stato un periodo molto intenso e di accrescimento personale. Ci sono stati momenti positivi: si cercava di fare al meglio con il minimo a disposizione. Un grande lavoro per risparmiare senza penalizzare il pubblico. Certo resta il rammarico di aver vissuto un difficile periodo di commissariamento che ha fortemente limitato il nostro lavoro". Sul futuro dei teatri italiani si mostra prudente: "La situazione è delicata. Le Fondazioni sono macchine complesse, hanno molti dipendenti ed è naturale che sia così. Un teatro di tradizione è più snello, ha meno vincoli, consente di investire maggiormente nella produzione. Bisogna fare i conti poi con il territorio. A Piacenza il Comune punta sulla cultura e possiamo anche contare su diversi sponsor. Abbiamo il vantaggio di essere una Fondazione giovane che è stata finora gestita oculatamente".

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