La coscienza di Sakamoto

Il compositore è impegnato in prima linea contro il nucleare

Articolo
oltre
«Rimanere in silenzio dopo Fukushima è incivile»: così con una parafrasi di Adorno il premio Oscar Ryuichi Sakamoto, uno degli esponenti più in vista della musica contemporanea giapponese, si è espresso pubblicamente dalle pagine del suo sito. Quella che si sta svolgendo attualmente nel Paese è una vera guerra silenziosa che non risparmia nessun personaggio pubblico della televisione e della cultura. Per Sakamoto l'uso del nucleare per scopi pacifici altro non è se non una «allucinata affermazione», che ha fatto ricadere il Giappone nello stesso incubo vissuto alla fine della guerra con i bombardamenti nucleari di Hiroshima e Nagasaki. Eppure le più alte cariche governative, consce sicuramente delle difficoltà di una riconversione del Paese all'energia naturale, hanno deciso diversamente, opponendo la loro diretta disapprovazione a manifestazioni culturali e perseguendo uno stato di calma nell'opinione pubblica. Questa repressione mediatica è deflagrata nei due giorni di concerto rock a luglio dal titolo "No Nukes", organizzato dallo stesso Sakamoto, che la sera prima si era espresso, all'interno di una manifestazione di protesta di fronte alla casa del primo ministro, con le parole: «Sono venuto qui come un cittadino, è necessario che ognuno di noi faccia ciò che può per sollevare alta la nostra voce». Nonostante questa imponente mobilitazione, molti musicisti sono ancora riluttanti a dichiararsi contro il nucleare, per le più diverse ragioni, sia per il profondo impatto che esso ha all'interno della vita economica e rurale (quest'ultima ne infatti è direttamente dipendente) sia perché temono ritorsioni da parte delle istituzioni concertistiche, caso avvenuto con la band Seifuku Kojo Iinkai che per la canzone "Da! Da! Datsugenpatsu no uta" ("Sbarazzarsi del nucleare") si è vista cancellare la data al Fuji Rock Festival, la più importante manifestazione di questo genere del paese. All'interno del libro pubblicato subito dopo il concerto "No Nukes 2012", attraverso alcune interviste, Sakamoto rafforza ulteriormente il messaggio anti-nucleare e quindi il suo totale dissenso verso la condizione mediatica nipponica, arrivando ad un tentativo di, secondo le sue parole, «seminare qualcosa su cui riflettere». Il concerto, grazie al notevole successo ottenuto, ha ottenuto qualcosa: il 15 settembre scorso il Primo Ministro Yoshihiko Noda ha annunciato che anche il Giappone rinuncerà definitivamente alle centrali atomiche nel decennio 2030; la Germania ha recentemente manifestato l'intenzione di chiudere con il nucleare civile entro il 2022.
Sakamoto ha appena pubblicato per l'etichetta Ghostly International il notturno e plumbeo Ancient Future, in coppia con il chitarrista Christopher Willits.

Leggi la recensione/blog dell'ultimo tour di Sakamoto con Alva Noto

Se hai letto questo articolo, ti potrebbero interessare anche

oltre

Intervista con il compositore Andrea Valle, a partire dal recente disco Ultraxy, per Solitunes

oltre

Life-Size-Acts, una mostra-installazione a Palazzo Litta a Milano con le musiche di DJ Spooky, dal 4 all'11 novembre

oltre

Intervista a Filippo Paolini, alias Økapi, maestro italiano del saccheggio sonoro e del cut-up