Kenny Barron ieri e oggi

Tra i pianisti più eleganti del jazz degli ultimi cinquant'anni non si può non annoverare il nome di Kenny Barron

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Originario di Philadelphia, si fa notare giovanissimo sulla scena newyorkese, facendosi direi più che le ossa con Dizzy Gillespie, lavorando poi con un grande numero di musicisti - ricordiamo la splendida collaborazione con l'ultimo Stan Getz - e guidando, negli anni Ottanta, l'ottimo gruppo Sphere, dedicato alla musica di Thelonious Monk.



Strumentista che sintetizza l'efficacia del linguaggio boppistico con una sensibilità armonica davvero eccellente, solista efficacissimo nonché accompagnatore di lusso, Barron è, giustamente, uno dei pianisti mainstream di riferimento.

Grazie alle recentemente ristampate gemme dell'etichetta Xanadu, torna ora disponibile un suo lavoro in solo del 1981, At The Piano (Xanadu, distr. Egea). Nonostante i molti anni di esperienza già maturata, si trattava del suo primo disco in totale solitudine e si pregia di una scelta di temi davvero adatta a mettere in luce le tante qualità di Barron.

Se l'iniziale "Bud-like" è un evidente omaggio a Powell e al suo serrato fraseggio, la rilettura di "The Star Crossed Lovers" è un gioiello di raffinatezza. Il celebre tema ellingtoniano viene affrontato con un lirismo ricco di dettagli ma capace anche di non eccedere in ornamenti.



L'affinità con i materiali monkiani emerge dalle rese di "Misterioso" e di "Rhythm-a-Ning", ma c'è spazio anche per altri originali e per una bella versione di "Body & Soul", a completare un disco di notevole equilibrio e bellezza. Da riscoprire.

Venendo a cose più recenti - Barron è sempre attivissimo - segnaliamo la recente uscita del disco Interplay (Chesky, distr. Ird), in duo con il vibrafonista Mark Sherman.

Quella con tra pianoforte e vibrafono è un'accoppiata che suggerisce da subito raffinatezza (la timbrica Modern Jazz Quartet ha fatto scuola) e che Barron ha già praticato in passato, ad esempi con Joe Locke.



Il terreno dell'incontro, spontaneo e in un certo senso non programmatico, è quello degli standard, da "Afternoon In Paris" a "Darn That Dream", passando per il Mingus di "Orange Is The Color Of Her Dress", il Dexter Gordon di "Cheesecake" e un paio di composizioni originali. La classe la fa da padrona.

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