Jesca Hoop: cantautrice sui generis

Il nuovo lavoro dell’artista californiana scoperta da Tom Waits

Articolo
pop

Jesca Hoop Memories Are Now Sub Pop

Tipa strana Jessica Ada Hoop, detta Jesca: californiana quarantunenne da qualche tempo residente in Inghilterra. Potremmo definirla cantautrice, ma coglieremmo soltanto in parte la fascinosa complessità di ciò che produce. «La sua musica è come andare a nuotare in un lago di notte», diceva Tom Waits, che la conobbe quando lei era babysitter dei suoi figli e ne favorì gli esordi da artista.

A dispetto delle evidenti qualità, rappresentate da tre album prima di questo, oltre a quello realizzato lo scorso anno insieme a Sam Beam (alias Iron & Wine), Love Letter for Fire, è rimasta ancorata finora al rango di figura di culto. Né si può dare per scontato che Memories Are Now debba invertire il corso degli eventi, nonostante sia il disco nel quale il suo talento eccentrico risulta maggiormente a fuoco. Ad aprirlo e intitolarlo è un brano scandito dalla pulsazione pigra di una linea di basso su cui poggia la sua voce, che a un certo punto canta: “Fate strada/sto arrivando/qualsiasi cosa diciate”.

A tratti, ad esempio in “Songs of Old” o “Pegasi”, lo stile sembra rimandi ad alcuni canoni classici della tradizione folk femminile: basta prestare tuttavia attenzione ad altre canzoni e la prospettiva muta in modo significativo. Il ticchettio di tastiera che dà ritmo ad “Animal Kingdom Chaotic” è una trovata divertente nel sottolineare il senso d’ironia del pezzo: “Io dico che è possibile/ma il tuo computer dice no!”. “Cut Connection”, invece, è una filastrocca snocciolata su un arrangiamento inizialmente scarno e poi via via sempre più denso, in una sorta di crescendo psichedelico che potrebbe far venire in mente Kate Bush. E all’epilogo, nella spettrale “The Coming”, la protagonista si affranca pubblicamente dai trascorsi religiosi (i genitori erano mormoni e lei cominciò a cantare durante le cerimonie rituali) inscenando le dimissioni da messia di Gesù, che posa la corona di spine e si mette in cerca di lavoro. Amen.

Se hai letto questo articolo, ti potrebbero interessare anche

pop

Festa per i fan di Sufjan Stevens: una raccolta di outtakes da Carrie & Lowell, un live e varie collaborazioni con Nico Muhly e Bryce Dessner

pop

Da Endrigo a Baglioni, cinque classici della canzone italiana arrangiati da Luis Bacalov

pop

Gli ultimi tre anni della vita di Nico nel lungometraggio di Susanna Nicchiarelli, vincitore nella sezione “Orizzonti” all’ultimo Festival di Venezia