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Il Dizionario del Pop-Rock Zanichelli, curato da Enzo Gentile e Alberto Tonti

Articolo
pop
Dizionario del Pop-Rock
a cura di Enzo Gentile e Alberto Tonti
prefazione di Claudio Verdone
Bologna, Zanichelli 2012, 1896 pp., € 33 (con dvd)

«A tredici anni dall'inizio della precedente avventura, verrebbe voglia, per vezzo e abitudine, di dire che nel frattempo tutto è cambiato. Mica vero. La musica, per chi se ne ciba quotidianamente, rimane divisa in poche sostanziali categorie: bella e buona, o cattiva e bruttina, tanto per cominciare».
Lo scrivono, nella prefazione al Dizionario del Pop-Rock della Zanichelli, i due curatori Enzo Gentile e Alberto Tonti. Il Dizionario raccoglie «oltre 2000 artisti e 31000 dischi dal vinile all'mp3», si fonda sul lungo lavoro di collaboratori di qualità e viene venduto, insieme ad un dvd-rom, all'onesto prezzo di 33 euro.

Il problema è che, con buona pace di Gentile e Tonti, da quel 1999 della prima edizione è invece cambiato molto. Ad esempio è nata Wikipedia (2001), e nessun dizionario o enciclopedia, da allora, può esimersi da una seria riflessione sul suo ruolo. «A che serve un dizionario oggi?» è una domanda più che lecita, visto che - come strumento di consultazione- è superato. Sappiamo bene che, spesso, è più facile scaricare un disco o sentirlo su YouTube che non ritrovarlo nella propria collezione (anche Simon Reynolds ha ammesso di farlo): figuriamoci se per controllare quando è uscito il primo disco dei Blur si va a cercare il dizionario (che, tipicamente, si trova sempre sullo scaffale più alto: non è questione di pigrizia - non solo almeno - ma di praticità).

Quale può essere, allora, il valore del Dizionario del Pop-Rock? Intanto, la volontà editoriale di operare una scelta di carattere estetico, una selezione - cioè quello che spesso manca nel mare magnum della rete: è vero, come dicono i curatori, che la necessità di categorie estetiche rimane all'ordine del giorno, parlando di musica. Il criterio di «onestà contestualizzata, ovvero la possibilità di individuare una linea di demarcazione tra qualità alta e bassa» a cui si sono attenuti gli autori è non solo legittimo, ma necessario. Il dizionario si tramuta così in una piacevolissima opera di lettura, da sfogliare in cerca di suggestioni o di consigli critici: utile a questo fine è il punteggio in "stellette" attribuito a ogni disco citato. Il dvd-rom allegato, che riprende in toto i contenuti del volume e che dovrebbe facilitarne la consultazione, risulta così - neanche troppo paradossalmente - ben più fuori tempo massimo rispetto alla versione cartacea. Troppo "Web 1.0" l'interfaccia per competere in qualche modo con i contenuti free della rete.

Ogni selezione - naturalmente - porta con sé i limiti del caso: la scelta di dedicarsi al «pop-rock» «nel senso più ampio e impreciso possibile», per esempio, finisce con il tagliar fuori (quasi) tutto ciò che non è inglese e americano, con l'eccezione degli italiani, e con il perpetuare un canone pop anglocentrico. Che è legittimo, in quanto rappresenta il fulcro del mercato discografico, ma che, trattandosi di un'opera di selezione e non di catalogazione, sarebbe auspicabile provare a scardinare, o almeno a mettere in dubbio. I curatori, ad ogni modo, rimandano ad una futura opera la selezione sul materiale «altro»: li aspettiamo. Intanto, per letture curiose o distratte, per suggerimenti d'ascolto, per decidere da dove "attaccare" la discografia di un gruppo, ci teniamo sullo scaffale basso il Dizionario di Gentile e Tonti.

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