Henry Girls, forza della semplicità

Il trio irlandese di sorelle al sesto, delizioso, disco

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The Henry Girls Far Beyond the Stars Own Label

La misteriosa forza della semplicità: dare l'impressione che tutto sia ottenuto senza sforzo, attingendo a risorse di energia e ispirazione che sembrano calate dall'alto. Ci sono musiche radicate nei complessi territori folk che, al primo ascolto, danno un'idea di compattezza filante e di immediata comunicativa che davvero può indurre ad attribuire il tutto a una supposta “naturalità”.

Sappiamo bene, invece, che tutto passa attraverso studio, prove continue, e molto intelligente labor limae di rifinitura. A maggior ragione se ci si muove in bilico tra una corposa, strutturante “tradizione”, e le piste battutissime della popular music. Le Henry Girls sono un esempio eclatante in musica di apparente semplicità. Sarà l'aspetto fresco e sorridente delle sorelle irlandesi dalla Conta del Donegal, assieme da quattordici anni (questa è la sesta pubblicazione discografica), sarà che quando prendono in mano uno strumento sembra non abbiano mai fatto il minimo sforzo per padroneggiarlo, ma la loro miscela sonora continua a essere efficace, e di una misteriosa semplicità.

Karen, Lorna e Joleen McLaughlin sono le Henry Girls, in omaggio a un nonno. Hanno voci celestiali ma mai stucchevoli, tant'è che possono anche imbrigliare punte di acuminata ironia “swing”, quasi un gioco retrò, sempre molto efficace: vedi ad esempio, in questo lavoro, “Don't Call Me Honey”. Usano arpe, ukulele, banjo, contrabbasso, organetto, pianoforte, e si muovono con sicurezza leggiadra tra pennate in odore di sterminati paesaggi a stelle e strisce e richiami diretti all'Isola di smeraldo. Qui troverete anche shuffle rutilanti, ballate intrise di morbida comunicativa (“A Friend Like You”), un valzer struggente di Red Hayes, e anche un preciso richiamo “politico”: succede con “Rebel Girl”, una ballad scritta da Joe Hill per Elizabeth Gurley Flynn, l'irlandese che negli States fu leader indomita del sindacato Industrial Workers of the World. Se volete gustarvi il favoloso volo vocale d'armonici delle Henry Girls, fate caso al brano che intitola, “Far Beyond The Stars”: una classe così non si improvvisa.

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