Fuga da Vivaldi

Il libro di Tiziano Scarpa che ha vinto lo Strega

Articolo
classica
Tiziano Scarpa
Stabat Mater
Torino, Einaudi 2008, 148 pp., euro 17,00

Tiziano Scarpa Venezia la conosce bene. Ci è nato. Stabat Mater è un diario che scrive Cecilia orfana rinchiusa nell'Ospitale della Pietà di Venezia nel Settecento. Quella ragazza scrive alla madre sconosciuta sui ritagli delle partiture scartate, parole tra un rigo di musica e l'altro. Parla parla nella notte e si racconta gli orrori della solitudine, della segregazione, dell'ignoranza del proprio corpo, della propria sorte, della città che la circonda. Scarpa descrive con pacatezza sadica vari orrori: il dialogare con il volto di una Medusa che è la morte di Cecilia... le latrine raccapriccianti... i parti obbrobriosi e gli abbandoni degli infanti... i canali di Venezia imputriditi dai cadaveri degli annegati... gli animali sgozzati nel macello che allaga di sangue il canale... La musica salverà Cecilia? Lei è la più brava di tutte, annoiata dalle smorte musiche del vecchio prete, sino a che, un giorno, arriva, il giovane, brutto, vitale, geniale, intuitivo Antonio Vivaldi, lui, il Prete dai capelli rossi e dal grosso naso: la identifica subito, la eleva a sua interpreta prediletta, la innamora di esclusiva, le propone d'essere per sempre la sua esecutrice prediletta, se disposta a rifiutare ogni chance di matrimonio che da lì la liberi... Cecilia descrive Vivaldi come un geniale seduttore di pubblico, un piacione di mercato, ma Scarpa in una lunga nota poi ci rassicura che lui Vivaldi l'ha sempre amato, sin da piccolo. Cecilia, infine, si traveste da uomo, scappa verso la Dalmazia, le isole greche, la libertà: che ne sarà della musica? La ragazza che suonava il violino sott'acqua, annegata viva con il vestito rosso (mai si è vista in un libro una foto di copertina tanto bella e perfetta), ora vola nell'aria.

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