Etnika, Malta world

Alla scoperta della musica di Malta con la sua band più rappresentativa, gli Etnika

Articolo
world

*etnika Maddalena's Marvellous Tripfolk Klabb Etnika / Arts Council Malta

Un popolare adagio, attribuito a Frank Zappa, sosteneva che una nazione è veramente una nazione solo se ha una compagnia aerea e una birra nazionale. In realtà, bisognerebbe aggiornare il motto e aggiungere fra i requisiti almeno un gruppo musicale “ufficiale”.

La minuscola Malta – sede della compagnia di bandiera Air Malta e della storica fabbrica della Cisk, produttrice di una discreta lager – non poteva certo non soddisfare i criteri. Quello degli Etnika (oggi resi graficamente *etnika) è uno dei nomi più comunemente associato alla musica tradizionale maltese e alla sua riproposta in chiave world/contemporanea: fondata nel 2000, la band in effetti ha avuto un ruolo centrale nella ricerca e nella riproposizione a nuovi pubblici di melodie e testi tradizionali (come in altri casi del mondo, tramandati grazie al lavoro di folkloristi inglesi ottocenteschi), e nel revival di alcuni strumenti tradizionali come tanbur (tamburo a cornice) żummara (un clarinetto di canna, a un’ancia sola), żafżafa (tamburo a frizione) e flejguta (un flauto di canna).

I repertori a cui gli Etnika si sono dedicati sono spesso raccolti sotto il nome di Għana, e comprendono improvvisazioni e “duelli” verbali, canzoni e altro, che raccontano della vicinanza dell’isola alla Sicilia da un lato, e al Nord Africa dall’altro.

Dal 2000 in poi la formazione della band è cambiata più volte. La nuova incarnazione, dopo otto anni di inattività, riprende il discorso con musicisti e idee musicali nuove: Maddalena's Marvellous Tripfolk Klabb è un disco di world music a tutti gli effetti, con tutto quello che ci si aspetta da una produzione di questo genere: spazi per il virtuosismo dei singoli, belle voci (femminili, in questo caso), suoni ripuliti e levigati. Ma la qualità è alta, gli strumenti “moderni” (chitarra elettrica dai suoni “friselliani”, sassofoni, synth) evitano molto bene i cliché mediterranei e terzomondisti, e le melodie e la musicalità della lingua maltese rendono il disco molto interessante per gli appassionati di suoni del mondo.

Tutto scorre, insomma, con grande piacevolezza, su ritmi lenti e sinuosi. Alcune canzoni sono di composizione contemporanea, e risalgono a precedenti lavori o concerti degli Etnika. Altre – come la bella “Maddalena”, che apre il disco – risalgono a incisioni per la serie di dischi a 78 della Maltese HMV (nel caso di “Maddalena”, la registrazione è avvenuta a Milano nel 1931). Viene voglia di scoprire di più...

Se hai letto questo articolo, ti potrebbero interessare anche

world

Contro canto (Donzelli) è il libro di Antonio Fanelli sulla storia del canto sociale in Italia, da Spartacus Picenus al rap

world

Quarta e ultima puntata del tour estivo dei Kalàscima, in collaborazione con Puglia Sounds

world

Paolo Lucà racconta la nuova stagione: si parte con concerto speciale di Vinicio Capossela