Essere Enrico Rava

Presentato a Torino "Enrico Rava. Note necessarie", il documentario di Monica Affatato dedicato al trombettista

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Essere Enrico Rava non è cosa da poco. Significa essere considerato da quarant’anni un maestro in patria e all’estero. Aver lavorato con alcuni dei più grandi musicisti della seconda metà del Novecento. Aver esplorato in lungo e in largo gli impervi territori del free e dell’improvvisazione radicale. Essere, a tutti gli effetti, il più importante jazzista italiano vivente.

Di questo parla Note necessarie (titolo “rubato” a João Gilberto, che un giorno, a New York, consigliò a Rava, in quanto jazzista, di limitarsi a suonare l’essenziale), documentario di Monica Affatato sulla vita, i viaggi e la carriera musicale del trombettista torinese (ma nato a Trieste – “per sbaglio”, come lui stesso afferma). E proprio da Torino – che della regista è città natale – prende le mosse il film. Dalla Torino industriale e un po’ triste del dopoguerra, dove il jazz si suonava in cantine carbonare e dalla quale Rava ha sentito presto la necessità di andarsene. Da quel momento i suoi viaggi non hanno avuto fine: Roma, Londra, Buenos Aires, New York...

Queste capitali, in giro per il globo, sono state per Rava occasione di crescita musicale e di incontri epifanici che avrebbero cambiato per sempre – arricchendolo, stravolgendolo, portandolo in zone, soprattutto in Italia, inesplorate – il suo stile strumentale: Carla Bley, Gato Barbieri, Steve Lacy, Don Cherry, Ornette Coleman... È un viaggio nel mondo e nel mondo del jazz che Note necessarie racconta con ricchezza di documenti d’epoca (particolarmente interessanti i filmati Rai degli anni Settanta) e testimonianze di prima mano (Franco D’Andrea, Michelangelo Pistoletto, Altan, Stefano Bollani, la stessa Carla Bley), cui fanno da contrappunto le lezioni di jazz del musicologo Stefano Zenni.

La mano della regista (già autrice, insieme a Luciano D’Onofrio, di La voce Stratos, dedicato al cantante di Area e Ribelli) è leggera, lo stile sorridente e rilassato – linguaggio cinematografico che con sapiente efficacia riprende quello musicale di Rava, così vicino al cantato o addirittura, come sostiene Bollani in un passaggio del film, al parlato.

Nella presentazione al cinema Massimo di Torino l'11 dicembre, il documentario è stato introdotto da una breve esibizione live dello stesso Rava, accompagnato da Furio Di Castri (contrabbasso) e Roberto Cecchetto (chitarra) in brani di Tom Jobim e Sonny Rollins.

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