Buddy Collette, 1921-2010

Flautista e sassofonista, Collette è stata una figura chiave del jazz della west coast

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A sentir dire che la West Coast era la regione del "jazz bianco" uno come Buddy Collette, essendo un gentiluomo, probabilmente si irritava un po'. Afroamericano, sassofonista e flautista, Collette si è spento lo scorso 19 settembre (era nato nel 1921) lasciandoci un'eredità che attende di essere profondamente rivalutata. Figura chiave del jazz californiano, Collette è stato un artista e un catalizzatore fondamentale nel jazz del dopoguerra: tra i primi a praticare il verbo del bop a Los Angeles, ha dato una spinta fondamentale alla carriera di Charles Mingus, di cui è stato amico d'infanzia (il padre di Collette ha un ruolo essenziale e esilarante nell'autobiografia di Mingus): non a caso Mingus lo volle con sé nelle storiche occasioni autobiografiche dei concerti alla Town Hall del 1963 e Monterey del 1964. Maestro e ispiratore di Eric Dolphy, mentore di James Newton, è stato uno dei più grandi flautisti del jazz moderno, dal suono ampio e leggero e dalla dizione nitida e impeccabile. Sax alto di vaga ispirazione hodgesiana, Collette è stato nel 1955 uno dei fondatori dello storico quintetto di Chico Hamilton, laboratorio delle idee più avanzate e eccentriche del periodo (compresa la libera improvvisazione). E quando l'attività jazzistica si spostò su New York, Collette rimase a Los Angeles, diventando uno dei più grandi didatti del suo tempo. Oltre a Dolphy e James Newton, suoi allievi sono stati Charles Lloyd, Frank Morgan, Sonny Criss. Stare a Los Angeles gli consentì anche di dedicarsi alla battaglia di una vita: la lotta contro la segregazione (e la mentalità segregazionista) nel mondo musicale californiano, vinta infine con l'unificazione del sindacato losangelino per bianchi e neri. Così oltre ai dischi (tra cui una tornata di registrazione italiane nella primavera del 1961), agli allievi, alla stima per uomo pacato e alla bella autobiografia sonora registrata su cd qualche anno fa, ci rimane durevole - e poco conosciuto - l'esempio civico e sociale di un musicista impareggiabile.

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