5 dischi ECM da riscoprire su Spotify

Cinque titoli ECM sulle piattaforme di streaming, da riascoltare o da scoprire per la prima volta

5 dischi ECM da riscoprire su Spotify
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Nell’ultimo periodo è stato un po’ come  un Pokemon Go per adulti, come è stato felicemente definito: parliamo della ricerca e dell’ascolto intensivo di vecchi dischi ECM, da pochissimo finalmente disponibili su Spotify e sulle principati piattaforme di streaming, come vi avevamo raccontato.

A ciascuno il piacere di costruire la propria playlist: tra Keith Jarrett e Paul Motian, Hilliard Ensemble e Chick Corea, Pat Metheny e Kenny Wheeler, Art Ensemble of Chicago e Ralph Towner, tra decine e decine di dischi noti e meno noti.

Noi vi proponiamo 5 suggerimenti (limitandoci ai primi anni di catalogo), 5 dischi ECM magici da scoprire o riscoprire, una goccia nel mare direte voi… e avete ragione, però una di quelle gocce in grado di rifrangere mille colori e di suggerire mille percorsi. Buon ascolto!

 

1. Marion Brown : Afternoon Of A Georgia Faun 

ECM 1004, 1970

Siamo nel 1970, il meraviglioso sax alto di Marion Brown raccoglie un gruppo spiritualmente illuminato (da Chick Corea a Jeanne Lee, da Anthony Braxton a Benny Maupin) per un sorprendente viaggio sonoro nei territori più lirici dell’esplorazione post-coltraniana. Poesia pura.

2. Steve Reich: Music For 18 Musicians

ECM 1129, 1978

Incluso successivamente nella New Series (che raccoglie la produzione più legata alla composizione contemporanea), questo lavoro è un caposaldo della produzione di Steve Reich e del minimalismo in generale. Perdersi nel labirinto è d’obbligo.

3. Dave Holland Quartet: Conference of The Birds 

ECM 1027, 1973

Il contrabbassista Dave Holland riesce nel miracolo di metabolizzare in un disco capolavoro le tensioni dell’avanguardia, il calore mingusiano e le inquietudini del jazz a venire. Con Anthony Braxton, Sam Rivers e Barry Altschul in effetti le possibilità del miracoloso erano percentualmente più alte…

4. Jan Garbarek/Bobo Stenson Quartet: Witchi-Tai-To 

ECM 1041, 1973

Quando Garbarek era uno dei sassofonisti più originali in circolazione e non quell’imitazione di se stesso su cui ha costruito una (felice per lui) carriera. La linfa di Don Cherry, la ritualità di Jim Pepper, l’obliquità di Carla Bley, riflesse dai cieli scandinavi come in una sala degli specchi da cui non si vorrebbe mai uscire. Uno dei dischi più emozionanti del jazz degli ultimi 50 anni.

5. Stanley Cowell Trio: Illusion Suite

ECM 1026, 1972

Tra Jarrett e Bley, Corea e Richie Beirach, di pianisti (e di pianisti in trio) ne farete indigestione con la ECM.
Prendetevi però il tempo per riscoprire Stanley Cowell, musicista spettacolare e sottovalutatissimo, qui con Stanley Clark al basso e Jimmy Hopps. Musica che danza!

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