Approfondimenti

Kalàscima in viaggio 4 | Da Alessano a Copenhagen

Quarta e ultima puntata del tour estivo dei Kalàscima, in collaborazione con Puglia Sounds

I Kalàscima sono una band pugliese: da qualche anno portano in giro per il mondo la loro Psychedelic Trance Tarantella. In collaborazione con Puglia Sounds, "il giornale della musica" presenta il diario del loro tour estivo, organizzato con il supporto di Puglia Sounds e SIAE.

Agosto, si sa, è il mese più caldo dell’estate. Tutto diventa più scottante, le temperature si alzano, il sudore appesantisce le nostre magliette elettrificate, i viaggi diventano sfiancanti più del solito, l’aria bollente insulta la pelle ed il mare lo vediamo qualche volta, di striscio, dall’alto, dal finestrino di qualche aereo o, più spesso, quando ci va proprio male, da lontano e col binocolo.

Ma agosto è anche il mese in cui le piazze risentono della stessa aria, che si incendiano quando l’impianto spara i chilowatt sulle chiome e si infiammano quando si balla a perdifiato nelle notti stellate d’estate. Il nostro agosto è così, e quest’anno, per una strana coincidenza mai avvenuta prima, tutti i concerti sono in Italia, anzi, al Sud Italia! Il Sud che tanto amiamo e che tante gioie, ogni volta, ci regala.

Si parte col botto, con il rientro in Salento. Saperi, sipari e sapori, e i Kalàscima nel meraviglioso borgo di Giuliano di Lecce, ed è subito casa, paparotta inclusa!

Poi subito in un’altra “casa”, a Riccia, Campobasso ed il Molise, lo stato dell’anima, terra che ha dato i natali al nostro Marchese Aldo Iezza, tappa che include un leggendario pranzo a casa Iezza, che onoriamo a dovere! Si torna in Salento e si riparte subito, direzione il mitico Carpino Folk Festival. Piazza stracolma, concerto entusiasmante e dopo di noi una leggenda in persona, Alpha Blondy, il re del reggae africano. Che nottata in uno dei festival più importanti d’Italia!

Il tempo corre veloce, noi spingiamo sull’acceleratore, e si susseguono tante notti magiche: Taranta Folk Fest a Grottaglie, poi Ariano Irpino e Avetrana, un salto in Calabria, da punta a punta, suoniamo all’Horcynus Festival a Scilla, poi di nuovo in casa a San Cassiano. E quanta gente incontriamo, quanti volti contenti che ci gratificano e ci riempiono di energie nuove, ogni giorno.

Dopo il tradizionale pranzo (ma definirlo pranzo è non poco riduttivo) a mare, a cura del Loco Sandro Rizzo, nostro fonico, con la famiglia Kalàscima al grandissimo completo, andiamo a chiudere il Festival itinerante della Notte della Taranta a Martano, in una piazza stracolma di gente in festa.

Tutto d’un fiato arriviamo all’ultima tappa d’Agosto, a Corsano, dove per una serie di fortunati eventi riusciamo ad avere sul palco degli amici che sono anch’essi delle leggende della musica tradizionale salentina: tra gli altri, Domenico Riso e il mitologico Minguccio: #shcomaolà (questa prendetela per buona, spiegare sarebbe estremamente lungo e comunque risulterebbe incompleto).

Ed eccoci qui. Ancora, tutto d’un fiato, ci ritroviamo a settembre, con l’inerzia del sole d’agosto, ed infatti noi ci sentiamo ancora in piena estate. Il primo concerto settembrino è speciale per noi. È uno dei concerti più attesi dell’anno, perché è il concerto che giochiamo realmente “in casa”. Nella nostra Alessano, alla fine del tacco d’Italia, terra dei due mari che ci circondano dal giorno della nostra nascita, ogni anno torniamo per una grande festa. La Festa Azzurra, una festa totale legata ad una bellissima realtà sportiva del nostro paese, la Pallavolo Azzurra, che per quarto anno si appresta a giocare nel campionato di Serie A2 di volley maschile. Come ogni anno, diventiamo tutt’uno con la squadra, con i Leones, i tifosi storici e tutta la comunità del basso salento che si raccoglie per una festa stratosferica. È emozionante suonare con e per il nostro paese, che ci aspetta sempre con grandissimo entusiasmo e tanto affetto. Baci, abbracci e tutti a ballare, con i nostri migliori auguri per la nuova stagione alla squadra di Alessano!

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Pochi giorni per riposare e si torna in furgone, destinazione Gonzaga, nel mantovano.

Il fetival Sconfinart è un festival diffuso sul territorio e noi andiamo a suonare all’interno di una manifestazione davvero singolare ed importantissima. Infatti la Fiera Millenaria di Gonzaga è una delle più importanti del nostro paese, anche perché è millenaria davvero! Istituita dal Marchese di Mantova Francesco II Gonzaga è una fiera storica, prestigiosa è vivissima! Non ci facciamo mancare le prelibatezze della cucina mantovana, condite dalla cordialità delle persone che ci ospitano e ci coccolano, e noi ricambiamo sul palco. Come succede sempre nei concerti al nord, troviamo tra il pubblico tanti amici che vengono dalle varie province di Milano, Piacenza, Parma, Torino, Bologna, e che come sempre, ci fanno sentire un po’ più a casa, anche a Gonzaga. Siamo felici, speriamo di tornare presto a suonare in questa meravigliosa area del nostro bel paese.

E proprio a Gonzaga, finisce la parte italiana del Summer Tour, un Agosto pieno di concerti che ci ha portato a suonare in tante regioni, ad incontrare tante persone e tante bellissime piazze calde, come è sempre caldo l’agosto dell’estate italiana, specialmente al Sud, dove davvero abbiamo lasciato tanto sudore sui palchi.

Ma non è finita qui! Per chiudere il tour estivo, mancano ancora tre tappe. E che tappe!

Prima fermata, Halle, Germania. Un paio di aerei, un van e siamo all’Accordeon Akut Festival di Halle. Il nostro volo è un po’ in ritardo e in albergo troviamo già la troupe dell’emittente televisiva MDR che ci aspetta per una breve intervista. Suoniamo alcuni di brani in acustico, parliamo dei nostri strumenti e in particolare dell’organetto che è il principe di questo festival. La mattina seguente siamo nel locale che ospiterà il nostro concerto. La venue è molto bella ed il palco è molto curato, sound check e poi intervista radiofonica per la MDR. I tedeschi ci dedicano mezz’ora e suoniamo tre brani dal vivo più intervista tra un brano e l’altro. È una sensazione strana perché suoni con davanti una decina di persone in tutto tra operatori, giornalisti e organizzatori, ma con l’energia di quando sei nel vivo del concerto. L’intervista corre via veloce, il giornalista è simpatico e si “pizzica” già dal primo brano. Noi siamo già con la testa al concerto della sera, la sala si riempie, si accendono le luci, 3..2..1 e il pubblico tedesco toglie la corazza e indossa il suo miglior sorriso. Danke schön!

Le ultime due sono Bratislava e Copenhagen.

A Bratislava, capitale Slovacca, il World Music Festival è giovane, ma molto attivo. Arriviamo il giorno prima del concerto per un workshop sulla musica tradizionale del salento. E come spesso accade, abbiamo l’opportunità di parlare con i tanti curiosi partecipanti, approfondire le loro curiosità, mostrare loro qualche piccolo trucco sugli strumenti e raccontargli delle storie antiche e poco conosciute. Si legge nei loro occhi la curiosità, ma anche lo stupore nel conoscere le tante sfaccettature musicali, culturali, linguistiche e storiche che un piccolo fazzoletto di terra come il nostro piccolo Salento può nascondere.

Appuntamento al giorno dopo e ci troviamo sul main stage. Si suona nella piazza centrale della bellissima Bratislava, il tempo è clemente e dal pomeriggio la pioggia lascia il posto al sole. Dopo i tre gruppi che si sono esibiti prima di noi, possiamo dare inizio alla festa finale. Ci hanno sorpreso perché conoscevano le nostre canzoni e le cantavano con noi! Due ore tiratissime in quella meravigliosa cornice dove risuonava la nostra musica ed il pubblico non si è dato un attimo di respiro. Un bellissimo esordio in un nuovo paese, in una fantastica città. Grazie Bratislava!

Poche ore per riposare e si parte subito, destinazione Copenhagen, si suona già la sera dopo! Scalo a Berlino e arriviamo in Danimarca. La giornata è di quelle toste, con pochissimi attimi di pausa. Appena atterrati corriamo in hotel, check in veloce e subito al soundcheck. La venue è da urlo. Il Global di Copenhagen è uno dei world music club più importanti è prestigiosi d’europa, da li ci sono passati praticamente tutti. E oggi tocca a noi!

Un backstge da urlo ci permette di rilassarci dopo il soundchek, ma solo per pochi minuti. Infatti avevamo previsto un secret concert in uno spazio nei pressi del Global. Una decina di persone, che si sono moltiplicate nel corso dei 20 minuti di performance, si sono trovare a sorpresa 6 pazzi ,con zampogne e tamburi, fare irruzione nel piccolo locale dove erano a chiacchierare. Trovate le testimonianze sulle nostre pagine social. E si sono divertiti tanto, infatti poche ore dopo erano tutti al Global! Ore 21 e si parte. Il club è sempre un’emozione diversa. Suonare nelle grandi piazze o nei megafestival ti da una grande carica, ma nel club, con meno persone, tutti chiusi nello stesso spazio, con la temperatura che sale e sale, e le vicinanza, il contatto quasi diretto con il pubblico, ti da un’adrenalina diversa.

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Suoniamo, cantiamo, saltiamo e sudiamo. Tanto. Noi e loro, come in un’unica tiratissima corsa a perdifiato. Che energia al Global! Il bis, ce lo concediamo alla grande. Iniziamo a suonare tra il pubblico in un momento quasi etereo in cui l’armonica di Luca risuonava in mezzo al pubblico seduto a terra attorno a lui.

Questa è l’immagine che ci portiamo via dall’ultima tappa del Summer Tour. Come quella di un maratoneta che, dopo tutti i chilometri macinati, la fatica impiegata, e la soddisfazione di una gara senza risparmio, si ferma a prendere fiato sorseggiando un drink dal suo barista con i suoi amici più intimi. Una chiacchiera leggera, qualche risata, un lungo e profondo respiro, un secondo di pausa. E poi via, perché la prossima maratona è alle porte. E noi siamo già pronti. Next stop …???









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