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Nada senza rete

Torna, per l'ultima volta, il Nada Trio, con Fausto Mesolella e Ferruccio Spinetti

Nada Trio
La posa
Warner

A volte è bene fare un punto. La seconda (o la terza? O la quarta?) parte della carriera di Nada era nata intorno alla fine degli anni Novanta con la prima versione del Nada Trio, con il contrabbasso di Ferruccio Spinetti e la chitarra di Fausto Mesolella, allora in piena attività entrambi con la Piccola Orchestra Avion Travel.

La Nada-cantante-raffinata non nasceva certo da lì (basta pensare alle cover di Ciampi e Conte dei decenni precedenti), ma quella formazione e quello stile di interpretazione rifondavano – in qualche modo – il mito-Nada per gli anni Zero. Da lì, un’infilata di dischi splendidi in cui la Nada-autrice veniva fuori in tutta la sua classe, fino a imporsi come voci più originali della canzone d’autore italiana (senza distinzioni di genere, per carità) dell’ultimo decennio (qui la recensione dell'ultimo disco).

Disgraziatamente, il disco che doveva sancire il ritorno del Nada Trio anche dal vivo sarà il suo atto finale, a causa dell’improvvisa morte di Fausto Mesolella. Rimangono, a testimonianza di quello che poteva essere e non sarà mai più, 42 minuti di splendida musica, in cui i brani di Nada (specie quelli del periodo Nada-cantautrice) vengono spogliati e rivestiti di pochi panni acustici.

“Luna in piena”, da pienissimo brano epico sanremese, ritorna qui spoglio e intimo. Così come si asciugano le bellissime “Ti troverò” e “Senza un perché”, che erano già nel disco di Nada con Massimo Zamboni, Tutto l’amore che mi manca, del 2004. (La seconda ha avuto recente fama grazie all’inserimento nella serie The Young Pope di Paolo Sorrentino).

Un inedito (“La posa”, che dà il titolo al disco), un omaggio a Piero Ciampi (“Sul porto di Livorno”) e uno a Gianmaria Testa (“Dentro la tasca di un qualunque mattino”), oltre a un brano salentino (“Malachianta”) e una versione del brano della Dietrich “Falling in Love Again”. Una Nada intima e che pare cantare quasi senza rete, con la voce in primo piano, disturbante ed emozionante con le sue increspature, la sua grana, le sue magnifiche imperfezioni.




Jacopo Tomatis




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